L’estate era arrivata e con essa anche le alte temperature. Un caldo torrido e insopportabile spingeva tutti gli animali del parco alla ricerca disperata di una zona d’ombra. Una cicala aveva trovato la sua postazione ideale sotto i grossi rami di un albero. Qui trascorreva le sue giornate al fresco, dondolandosi su un’amaca e cantando ininterrottamente. Cantare era la sua attività quotidiana.
Un giorno il suo sguardo si posò su una scena che la colpì profondamente. A pochi metri da lei c’era infatti una piccola formica, stremata dalla fatica e fortemente provata dal caldo. Questa formica faceva avanti e indietro tutto il giorno trasportando con sé delle piccole porzioni di cibo.
Incuriosita da un’azione così insolita, la cicala le domandò: “cosa fai?”
La formica, con la voce interrotta dagli eccessivi sforzi, rispose: “metto da parte le provviste per l’inverno”.
La cicala allora esclamò: “Ma chi te lo fa fare con questo caldo?”
La formica non fece una piega e ritornò a lavorare. La cicala invece, superato lo stupore iniziale, riprese a cantare.
Arrivò presto l’inverno e con esso anche il freddo gelido. Le temperature si abbassarono e la neve si estese su tutto il parco. Questo nuovo scenario non turbò particolarmente la formica, che aveva provveduto durante l’estate a mettere da parte abbastanza scorte per poter affrontare la gelida stagione.
La cicala, al contrario, iniziò ad avvertire i primi effetti della fame. Il cibo era finito e il suo stomaco cominciò a brontolare.
Allarmata, allora chiese aiuto alla formica.
“Ho tanta fame, potresti darmi un po’ del tuo cibo dato che ne hai in abbondanza?”
La formica replicò: “Le mie provviste sono il risultato del mio lavoro. Ho sudato parecchio durante questa estate per avere delle scorte per l’inverno. Tu invece cosa hai fatto?”
“Ho cantato” rispose la cicala.
E la formica incalzò: “Allora adesso balla!”
Morale della favola
Il futuro si pianifica nel presente. È quello che fa sostanzialmente la formica, che pensa non solo a soddisfare le esigenze del presente, ma a dedicare una buona parte dei suoi sforzi al benessere futuro. Essa compie due azioni semplici ma fondamentali: la pianificazione e il risparmio. Alla base della prima c’è la consapevolezza.
La formica è pienamente cosciente che prima o poi arriveranno l’inverno e il freddo, e il cibo inizierà a scarseggiare. E allora cosa fa? Risparmia. Accumula un po’ alla volta, giorno dopo giorno. Le sue scorte le permettono di guardare al futuro con maggiore serenità. I fatti le danno ragione. La formica ha abbastanza mangiare per tutto il corso dell’inverno. Il suo lavoro, svolto con fatica, scrupolo e intelligenza, è stato premiato.
Al contrario, la cicala rivela tutta la sua inettitudine al risparmio. Si dimostra totalmente impreparata alla pianificazione degli eventi. Le sue attenzioni sono tutte rivolte al presente. Non lavora, sperpera tutto ciò che ha e trascorre intere giornate cantando. La cicala è sprovveduta e tutto ciò ha delle ricadute devastanti sul suo futuro. Quando arriva l’inverno è costretta a chiedere aiuto per fronteggiare la fame.
Mi capita spesso di raccontare la favola di Esopo a mia figlia. La potenza di questa storia, ormai senza tempo, è arrivata fino ai giorni nostri grazie alla sua strabiliante semplicità. Nata come storia per bambini, essa contiene in realtà un messaggio profondo che è rivolto a tutti. L’ho fatta mia e mi capita spesso d’improntare un discorso sul risparmio partendo proprio da questo racconto. “La cicala e la formica”, nella sua genuinità, offre degli spunti di riflessione interessanti e ti sottopone inevitabilmente a una domanda.
Nella tua pianificazione finanziaria, quante volte sei stato/a una cicala e quante invece ti sei comportato/a da formica?


