Siracusa in primavera sembra ogni volta risvegliarsi da un letargo lungo e mortificante. Il sole penetra nelle casette dei vicoli di Ortigia rendendo il centro storico ancor più caratteristico. Le maestose facciate delle chiese barocche acquistano una lucentezza insolita. E poi ci sono i turisti. Italiani, francesi, inglesi, australiani. Mille bandierine tornano a colorare una città di appena 122 mila anime. Un miracolo che ogni anno si rinnova. Fino ad autunno. Poi, malinconicamente, i ristoranti si svuotano. Cala il sipario su piazza duomo, il Teatro Greco e su tutte le attrazioni cittadine.
Una storia vecchia che Giulia, 31 anni e guida turistica da 6, conosce ormai a memoria. Non aveva voluto ascoltare il padre, il quale le consigliava di iscriversi in Ingegneria e cercare fortuna all’estero. Ostinata più di lui aveva deciso invece d’inseguire la sua più grande passione: lo studio della storia dell’arte. Una passione sfociata in un lavoro stagionale presso un’agenzia di viaggi pieno di insidie ed incertezze.
Giulia oggi non rimpiange la sua scelta. È relativamente felice. Svolge il lavoro che ama e lo fa nella città in cui è nata e cresciuta. Ma un pensiero, da qualche mese, le sta rubando parecchie ore di sonno.
“Questa professione mi permetterà un giorno di avere una pensione dignitosa? Quale sarà il mio tenore di vita fra 30 anni? Avrò la possibilità di fare dei regali ai miei figli e ai miei nipoti?” Questi e tanti altri dubbi attanagliano la mente di Giulia che per la prima volta inizia a pensare che forse era il caso di dare retta al padre.
Un giorno Giulia, dopo aver accompagnato degli studenti in visita al museo di Palazzo Bellomo, decide di fermarsi in un bar del centro storico per il solito ginseng. “Brava Giulia, prenditi la vita che vuoi”. Una voce maschile, assai poco accordata, prova maldestramente ad intonare una celebre canzone di Vasco Rossi. Si tratta della voce inconfondibile di Stefano, un vecchio compagno di liceo. Giulia riconosce all’istante il motivetto e quindi anche Stefano, il quale, in un passato non più recente, era solito rivolgersi alla vecchia compagna con queste note. I due non si vedono dagli esami di maturità ma quell’incontro dà ad entrambi la sensazione d’aver annullato questa barriera temporale. Dopo il liceo, Stefano aveva seguito tutt’altra strada. Si era laureato in Economia e da diversi anni lavora come consulente finanziario.
Giulia e Stefano iniziano a parlare del più e del meno, finché non arrivano all’argomento scottante e a quel pensiero costante che da troppo tempo toglie il sonno alla povera ragazza. Giulia espone tutti i suoi dubbi a Stefano che ascolta interessato ma senza emettere parola. Tutto può immaginare meno che questo incontro le cambierà radicalmente la vita.
Sin dai tempi del liceo, Stefano aveva un’attitudine naturale all’ascolto e all’aiuto. Spesso, al di fuori degli orari scolastici, dedicava una parte del suo tempo libero ad aiutare i compagni di classe che avevano qualche lacuna in matematica. Questa predisposizione non è cambiata nel corso del tempo. Di fronte ai dubbi che adesso attanagliano la mente di Giulia, decide di mettersi a sua disposizione invitandola a raggiungerlo presso il proprio ufficio per affrontare con più calma la questione.
Come programmato, la settimana successiva i due s’incontrano. Durante l’appuntamento Stefano illustra a Giulia i dati sull’andamento demografico che confermano i timori della giovane guida turistica. Giulia chiede che cosa si possa fare per risolvere questo problema e Stefano, a questo punto, le suggerisce di sottoscrivere un fondo pensione. Così, dopo aver analizzato, le informazioni sulle entrate medie e sulla sua capacità di risparmio, Stefano le illustra una soluzione personalizzata.
Giulia decide immediatamente di accettare i consigli di Stefano e attivare un fondo di pensione integrativa: in sostanza la ragazza, con un contributo mensile ricavato dalle sue entrate, metterà da parte dei risparmi per raggiungere una più adeguata rendita vitalizia futura.
Giulia riacquista la serenità e le ore di sonno che le erano state sottratte da quel pensiero negativo. Respinge l’idea di abbandonare il lavoro che ama e che finalmente può esercitare con una nuova vitalità. Il futuro adesso non le fa più paura.


