Sono le 19:00. Alessandra chiude lo studio e si appresta a raggiungere l’auto che la condurrà fino a casa. Pure questa giornata sembra volgere al termine.
Ma è solo un’illusione. Lo smartphone squilla ancora. Anche questa volta il senso del dovere prevale sul resto. Alessandra risponde. È la signora Ruggero. Chiama perché l’antidolorifico che le è stato prescritto non sta funzionando.
Con la solita calma olimpica, Alessandra vince la tentazione di riagganciare il telefono. Con i dovuti modi, ricorda alla paziente che ha assunto il farmaco da appena 10 minuti e che dovrà attendere ancora po’ perché faccia effetto.
La signora Ruggero è solo l’ultima delle persone smaniose di ricevere assistenza. Dopo la diffusione della pandemia, richieste come queste sono raddoppiate. Alessandra ne è consapevole.
Gli anni degli studi universitari, i più belli della sua vita, sono ormai un ricordo lontano. L’entusiasmo iniziale, che l’ha spinta a laurearsi 7 anni fa in Medicina, ha lasciato il posto alla dura realtà lavorativa, segnata dallo stress emotivo e da imponenti carichi di lavoro.
Questa professione le piace ma i ritmi frenetici ad essa correlati stanno lentamente ridimensionando la qualità delle sue giornate. Sotto la rigidità formale del suo camice si cela in realtà una persona comune con i suoi dubbi e le sue incertezze. Nei momenti di eccessiva stanchezza, Alessandra si chiede se sarà in grado di sostenere questi ritmi tra 10, 15 o 20 anni.
Da piccola, il contatto con la natura, le dava un senso insolito di libertà. Dopo il liceo il suo sogno era quello di aprire un agriturismo. Poi, il desiderio di raggiungere una maggiore stabilità finanziaria, l’ha indotta a fare altre scelte.
Il pensiero rivolto a quei giorni spensierati trasmette ancora oggi ad Alessandra un senso di pace e di serenità, oltre ad indurla a porsi la fatidica domanda: “Sono ancora in tempo per trasformare il mio sogno in realtà?”
Dicono che il miglior modo per realizzare un sogno sia quello di trasformarlo innanzitutto in un obiettivo. Il secondo passo consiste nella scelta degli strumenti per raggiungerlo. Il terzo è definire un limite di tempo entro cui s’intende centrare questo obiettivo.
Alessandra contatta il suo consulente finanziario per chiedergli un appuntamento. Durante il colloquio la donna affida tutte le sue perplessità al professionista ottenendo le risposte ai suoi dubbi. Dopo aver riflettuto, la giovane dottoressa stabilisce di avviare un Piano di Accumulo (PAC) distribuito su un orizzonte temporale di 10 anni. Decide così di investire i risparmi ricavati dalla vendita di un appartamento che, da qualche tempo, le crea solo pensieri e tasse da pagare. A questi aggiunge una quota ricavata dalle entrate mensili. Così facendo Alessandra pone le basi per la realizzazione del suo sogno.
La dottoressa riacquista il sorriso che aveva smarrito negli ultimi giorni. Il tempo le permetterà di capire se quello che vuole è continuare a fare il medico oppure aprire un agriturismo. Ciò che adesso conta è che sia tornata ad assistere i suoi pazienti con una nuova vitalità. La possibilità di un’alternativa professionale futura ha cancellato i suoi pensieri più opprimenti.


