Si può pensare alla pensione già a 30 anni? La risposta è sì e la storia di Francesco ne è la dimostrazione

Giu 17, 2024 | storie | 0 commenti

Nel mese di Febbraio Francesco ha compiuto 30 anni. Da due lavora come ingegnere presso un’importante casa automobilistica, che rappresenta anche la sua prima vera esperienza lavorativa. Prima di allora, infatti, il giovane ingegnere si era dedicato quasi esclusivamente allo studio e a qualche lavoretto saltuario. Dopo la laurea in Ingegneria, Francesco si è subito messo alla ricerca di un lavoro pertinente con gli studi intrapresi e dopo qualche anno è riuscito finalmente a trovare la professione dei suoi sogni.

L’inserimento di Francesco nel mondo del lavoro è piuttosto tardivo. Una situazione in realtà molto simile a quella di tanti suoi coetanei che hanno iniziato a lavorare non prima dei 30 anni, avendo dato priorità agli studi universitari.  Se da un lato questa tendenza permette ai giovani di realizzarsi da un punto di vista professionale, dall’altro fa sorgere un inevitabile interrogativo: quando andranno in pensione i trentenni che hanno iniziato da poco a lavorare?

Secondo una recente indagine dell’Inps i trentenni di oggi andranno in pensione a 70 anni. È stato stimato, infatti, che chi come Francesco, abbia iniziato da poco a lavorare (per esempio nel 2022), percepirà la pensione di vecchiaia alla fine del 2063, cioè quasi a 70 anni, e solo dopo aver maturato almeno 20 anni di contributi. In sostanza, stando alle simulazioni dell’Istituto di Previdenza, Francesco andrà in pensione all’età di 69 anni e 10 mesi. Non prima!

In questo contesto, risulta sempre più urgente “correre ai ripari” premunendosi di strumenti finanziari adatti ad affrontare meglio una situazione complessa e comune a tantissimi giovani italiani. La pensione integrativa rappresenta, in questi casi, lo strumento ideale per permettere a Francesco e ai suoi coetanei di uscire dal mondo del lavoro con una pensione più solida e redditizia. In sostanza, se Francesco mettesse da parte ogni mese dal suo stipendio una somma, riuscirebbe a ritagliarsi nel tempo una pensione complementare a quella che già percepirebbe. Questa scelta, che potrebbe apparire prematura agli occhi di un trentenne, rappresenta in realtà la soluzione ottimale per chi, come Francesco, ha iniziato tardi a lavorare. L’inserimento tardivo nel mondo del lavoro non è una colpa, perdere le opportunità legate a una ponderata scelta finanziaria può essere, invece, considerato un errore del quale, in futuro, ci si può pentire.

Non bisogna mai dimenticare che negli investimenti il tempo non è un nemico, ma un alleato!