Sempre più nonni con meno soldi: la situazione attuale e le strategie finanziarie per il futuro

Giu 14, 2024 | blog | 0 commenti

È ormai un dato assodato: in Italia la popolazione anziana è in evidente crescita. In questo articolo desidero parlare del rapporto che gli anziani hanno avuto nel tempo con il proprio denaro, della loro attenta cultura del risparmio a cui, purtroppo, non è seguita, nella maggioranza dei casi, una strategia d’investimento altrettanto meticolosa. Prima di farlo esamineremo insieme alcuni dati riguardanti la crescita della popolazione anziana nel nostro Paese e i problemi finanziari connessi all’invecchiamento. Infine analizzeremo quali sono le prospettive future, in ambito finanziario, per gli anziani di domani.

Quanti anziani ci sono in Italia?

Secondo le rilevazioni dell’Istat in Italia si contano oltre 14 milioni di over 65. Il 50% di questa fetta della popolazione, vale a dire circa 7 milioni di persone, ha un’età superiore ai 75 anni. Non solo. Ad aumentare notevolmente è anche il numero di coloro che appartengono alla “quarta età” e soprattutto dei centenari. In Italia sono circa 20.000 infatti le persone che hanno superato i 100 anni di età.Un dato sorprendente se si pensa che 70 anni fa le persone ultracentenarie erano poche decine. Se volgiamo lo sguardo verso il futuro, le previsioni ci informano che nel 2050 i centenari saranno quasi 60.000.

Le esigenze sanitarie e assistenziali degli anziani

Stando sempre ai dati Istat, è stato rilevato che un terzo degli over 75 necessità di assistenza a causa di vari problemi di salute legati all’invecchiamento. Nonostante la loro pensione sia mediamente superiore rispetto a quella di molti pensionati più recenti, gli anziani di oggi riscontrano notevoli difficoltà a fronteggiare le spese sanitarie ed assistenziali, e il supporto dello Stato (esenzioni, convenzioni, etc.) non sempre si rivela sufficiente. I costi per mettere in regola una badante o destinati al ricovero presso una RSA sono particolarmente eccessivi e molto spesso, molti anziani devono chiedere aiuto ai propri figli per il sostegno economico di questi servizi. Queste difficoltà si sommano a tante altre, tra tutte l’aumento generale del costo della vita.

Gli anziani e il rapporto con il denaro

Negli ultimi anni il patrimonio netto di questa fascia d’età si è ridotto infatti notevolmente. Una ragione può essere individuata nelle consuetudini finanziarie sbagliate che hanno paralizzato la crescita dei risparmi nel tempo. L’investimento sul mattone non ha dato i frutti sperati. L’idea di conservare i risparmi “sotto il materasso” si è rivelata, peggio ancora, una scelta scellerata.  In altre parole, a un’attenta cultura del risparmio dei nostri cari nonni non è seguita, nella maggioranza dei casi, una strategia d’investimento altrettanto meticolosa.

Strategie d’investimento per gli anziani del futuro

Come ho già sottolineato, le previsioni parlano di un aumento del numero di persone anziane negli anni a venire. Questo fattore avrà inevitabilmente un impatto su un sistema pubblico già in sofferenza. In virtù di queste considerazioni gli italiani percepiranno una pensione meno proficua. A ciò possono aggiungersi i bisogni direttamente connessi all’ambito familiare, come il sostentamento di figli e nipoti. In questo contesto, chiaramente, un consulente finanziario non ha il potere di aumentare pensioni e stipendi, ma può senza dubbio programmare una strategia finanziaria di lungo corso finalizzata ad ottenere una migliore gestione patrimoniale.

A questo punto bisogna chiedersi che cosa possiamo fare per evitare che i pensionati futuri vivano le stesse difficoltà degli anziani di oggi. Se una buona parte dei pensionati, come abbiamo visto, fa già fatica a sostenere i costi della vita, quale potrebbe essere la prospettiva di chi smetterà di lavorare fra 10, 20 o 30 anni, e con una pensione probabilmente inferiore? Ed è in questo contesto che diventa rilevante capire come amministrare in modo ottimale i propri risparmi senza perdere tutte le opportunità offerte dall’investimento.

Per i più giovani (under 35-40) una delle soluzioni più adeguate potrebbe essere il fondo pensione, uno strumento finanziario che prevede un investimento a lungo termine di una parte del proprio stipendio. Il rendimento generato da questo investimento permetterà a chi aderisce di percepire in futuro una pensione più redditizia usufruendo, se si ha capienza fiscale, anche degli incentivi previsti per la previdenza complementare.

Ma per iniziare ad investire non occorre essere a tutti i costi giovanissimi, soprattutto se consideriamo il dato dell’aumento delle aspettative di vita che abbiamo appena analizzato.

Se un quarantenne oggi avesse un capitale di 100.000 euro da investire, può farlo prudentemente in titoli di stato a lunga scadenza con un rendimento annuo del 3%. In 30 anni ricaverebbe 90.000 euro di interessi. Se poi re-investisse questo 3 % ogni anno, il suo rendimento totale raggiungerebbe circa 142.800 euro.

C’è infine un’altra realtà e a raccontarla è la Fondazione Einaudi che rivela che la fascia compresa tra i 55 e i 64 anni non solo detiene il patrimonio più elevato ma si è dimostrata anche quella con una maggiore predisposizione all’investimento

In conclusione, indipendentemente dalla scelta degli strumenti utilizzati, è necessario comprendere come delle decisioni intraprese oggi possano avere un impatto notevole sul nostro futuro.